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Istituto Comprensivo «Avenza Gino Menconi»

Il primo Settembre 2013 nasce l'Istituto Comprensivo «Avenza Gino Menconi», che si trova ad essere una delle scuole più complesse di tutta la provincia di Massa Carrara, per numero di alunni (oscillanti tra i 1200 e i 1250), H (33), stranieri (161), plessi (9). Questi ultimi sono rappresentati da: 3 Scuole dell’Infanzia (Hans Christian Andersen – Carlo Collodi - Giovanni Pascoli), da 5 Scuole Primarie (Eugenio Chiesa – Carlo Finelli – Gino Menconi – Giovanni Pascoli – Gianni Rodari) e da 1 Scuola Secondaria di primo grado (Giacomo Leopardi; ricordiamo che dall’anno scolastico in corso la Leonardo Da Vinci è stata incorporata al sopra citato plesso). 

Per denominare il nuovo Istituto, si è scelto un appellativo che denotasse l’identità territoriale e commemorasse un importante personaggio del luogo; quindi, in accordo con la Direzione Scolastica, l’Istituzione Comunale ha intitolato l’Istituto ad Avenza e a Gino Menconi, indicando prima il luogo, AVENZA, e poi il nome di GINO MENCONI, partigiano morto combattendo per la libertà e la democrazia. 

Alcuni studiosi fanno derivare il nome di Avenza da «avanzo», ovvero «avanzo di Luni». La suggestiva ipotesi fu incoraggiata dalla considerazione, fondata, che il borgo si organizzò ed ebbe un certo sviluppo in seguito al declinare della già fiorente colonia romana. In realtà il toponimo Avenza (che nei documenti antichi si legge spesso anche nelle forme Aventia, Avencia, Laventia, Lavenza) deriva con tutta probabilità dalla radice A- enza, cioè «al fiume» o dalla radice comune negli idiomi indoeuropei lav o liv con significato di «acqua». L’etimo «enza» figura nel nome di altri fiumi italiani: lo stesso Lavello ad Avenza; l’Enza, che nasce dall’Appennino pontremolese e scorre in Emilia; il Livenza, che scorre nel Friuli e sgorga da un monte il cui nome è lo stesso di una importante cima delle Apuane, il Monte Cavallo. Anche il fiume che attraversa Carrara, (attualmente conosciuto come Carrione), nei documenti e nelle mappe antiche è indicato come Lavenza. Il toponimo Flumen Aventia, per indicare l'attuale Carrione, trova riscontro addirittura nella Tabula Peutingeriana ed ha probabilmente dato nome al borgo sorto alla sua foce che si suole ancora comunemente chiamare, in carrarino, Lavenza e in antico avenzino Lauencia. 

La Tabula Peutingeriana è una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero. Porta il nome dell'umanista e antichista Konrad Peutinger che la ereditò dal suo amico Konrad Celtes, bibliotecario dell'imperatore Massimiliano I.
Si ricorda che, come unità demografica, la prima citazione di Avenza si ha poco prima del Mille, in un atto dell’anno 950, nel quale figura un «Gherardus de Aventia». 

Avenza è uno degli insediamenti più antichi e ricchi di memorie per l’importanza che ha sempre avuto grazie alla sua collocazione sull’antico tracciato della via Francigena.
Oggi Avenza è un centro in continua espansione a causa della sua ubicazione centrale rispetto al territorio comunale: a metà strada fra la zona montana e il mare e particolarmente vicina ai collegamenti autostradali e ferroviari. La zona ha subito nel corso degli anni settanta un'importante opera di bonifica, cui è conseguito lo sviluppo dell'edilizia popolare e residenziale. Rispetto all'asse Nord-Sud Avenza è ubicata tra Carrara, da cui dista 5 km, e Marina di Carrara, trovandosi così a soli 2 km dal mare. 

Il personaggio del luogo che l’Istituzione Comunale ha voluto ricordare e onorare, Gino Menconi, nacque ad Avenza il 13 maggio 1899 e fu ucciso a Bosco di Corniglio (Parma) il 17 ottobre 1944. Laureato in Economia e Commercio, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, negli anni della giovinezza aveva militato nel Partito repubblicano. Nel 1926, quando s'instaurò la dittatura fascista, Menconi decise di lasciare i repubblicani, per continuare nelle file del partito comunista la lotta contro il fascismo. Espatriato in Francia, Gino Menconi fu mandato per due anni alla "Scuola leninista" di Mosca. Tornato a Parigi, vi rimase giusto il tempo di entrare a far parte dell'apparato clandestino comunista, che lo destinò al lavoro d'organizzazione in Italia. Menconi, arrivato clandestinamente a Napoli, si mise subito ad organizzare la diffusione di fogli illegali come “L'Operaio Bolscevico”, “La Scintilla”, “Falce e Martello”. Finito nelle mani della polizia con un gruppo di altri comunisti napoletani e denunciato (1931) al tribunale speciale, il dirigente comunista fu condannato a diciassette anni di carcere. Ne uscì, per amnistia, sei anni dopo, ma fu subito confinato nell'isola di Ponza che lasciò soltanto dopo due anni, per essere posto in libertà vigilata. Nel 1940, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, nuovo arresto per Gino Menconi e nuovo internamento a Ventotene. Nell'agosto del 1943, con la caduta del fascismo, Menconi riacquista la libertà e riprende l'azione politica. Al momento dell'armistizio, il dirigente comunista si trova a Firenze. Vi organizza subito la lotta armata contro i nazifascisti e passa poi nel Parmense dove, nell'agosto del 1944, con il nome di "Renzi", diventa comandante della "Piazza" di Parma. Il 14 ottobre "Renzi" si reca a Bosco di Corniglio per una riunione di comandanti partigiani. Il 17 ottobre, il gruppo, in seguito a denuncia, fu sorpreso da un reparto di SS germaniche. 

Menconi non riesce a mettersi in salvo. Spara sino all'ultima cartuccia poi, già gravemente ferito, lancia la sua arma contro i nazisti. I tedeschi lo catturano, lo adagiano su una branda che si trovava nel locale della riunione, ma non lo fanno per curarlo: legano al letto il ferito, lo irrorano di benzina e lo fanno morire tra le fiamme.

 

Un po’ di storia...come eravamo

La Dirigenza dell’Istituto Comprensivo « Avenza Gino Menconi» si trova nel territorio della frazione di Avenza, nell’edificio dedicato a Carlo Finelli (nato a Carrara il 25 aprile 1785 e morto a Roma il 6 settembre 1853), famoso scultore carrarese della scuola del Canova che lavorò in Italia e in Francia, lasciando il segno con molte opere famose. Questo edificio scolastico risale all’inizio del Novecento e gli è stato dedicato perché lo stesso scultore, tramite disposizione testamentaria, fece un grosso lascito al Comune, con l’esplicito invito che questi fondi fossero impiegati per aprire una scuola pubblica per i ragazzi poveri, affinché potessero imparare a leggere e scrivere, quindi migliorare la loro vita e la posizione sociale. 

Carlo Finelli, con questo gesto, mostrò, oltre che la sua magnanimità, una visione illuminata per i suoi tempi: si parla infatti della metà dell’Ottocento, quando la frequenza scolastica non era ancora obbligatoria.
L’Istituto Comprensivo comprende oggi nove plessi, di cui tre di Scuola dell’Infanzia, cinque di Scuola Primaria e uno di Scuola Secondaria di I grado; queste sono le denominazioni più recenti che hanno sostituito i termini “Scuola Materna”, “Scuola Elementare” e “Scuola Media”. 

Anche i termini utilizzati per delineare le professionalità alla guida della Scuola sono mutati: da Direttore e Segretario a Dirigente Scolastico e Direttore dei servizi Generali ed Amministrativi (D.S.G.A.).
Tra le numerose figure che negli anni si sono succedute in questi ruoli, si ricordano, con molto affetto, il Direttore Dott. Rolando Carotenuto, a cui oggi è dedicata la Biblioteca del plesso C. Finelli, il signor Burattini e il maestro Piazzi. 

Oltre a quest’ultimo si ricordano il maestro Antonioni e le maestre Galloni e Rossi, che insegnavano nella cosiddetta “Avenza Vecchia”, nell’istituto di Via Europa.
Le prime insegnanti del Circolo Finelli di Avenza sono ancora nella memoria di tanti avenzini. Risalendo sino alla fine dell’Ottocento e primi del Novecento merita particolare menzione la maestra Pellini, parente del proprietario terriero Conte Pellini detto “Barù”, la quale, ricca, molto religiosa e senza eredi, lascerà poi le sue proprietà alla Parrocchia di San Pietro Apostolo di 

Avenza. Ancora oggi è presente nella vita degli avenzini dato che la sua casa e il giardino, situati accanto alla Torre di Castruccio Castracani (condottiero italiano, nato a Lucca il 29 marzo 1281 e ivi morto il 3 settembre 1328), sono diventati luogo di intrattenimento e di manifestazioni culturali. Altra maestra, non meno nota ed amata, sia perché abitante nel centro storico, sia soprattutto per essere stata vicina a molti figli di operai e del ceto più bisognoso, era la maestra Fenisia Fregosi, considerata molto severa, ma benvoluta da tutti per la sua bontà d’animo e il profondo senso di umanità. 

Anche la maestra Ersilia Grassi vedova Reggi fu stimata parecchio e il marito, il maestro Romeo Reggi, lunigianese, fu molto apprezzato per la sua dedizione alle famiglie povere. Socialista ed antifascista subì persecuzioni pesanti dal regime fascista che, nel controllo delle scuole, poneva una particolare attenzione. 

Sui banchi della Scuola Finelli hanno studiato generazioni di avenzini, molti dei quali si sono affermati in vari campi. Nell’archivio si trovano ancora i documenti della carriera scolastica di tutti questi alunni. In particolare ci piace segnalare che questi registri sono scritti a mano con inchiostro di china, pennino e, come usava a quel tempo, in bella calligrafia. 

Se l’edificio della Dirigenza non ha subito grossi cambiamenti, non si può dire altrettanto degli altri che si sono rinnovati più volte nel tempo.
Negli anni passati sono stati utilizzati come aule anche edifici privati diversi, come i locali in Via Turati 21 “Palazzo Cioppi”, la palazzina rosa in Via Europa, oggi abitazione privata e l’ex palazzo “GIL” in via Gino Menconi. Negli anni del boom demografico si facevano anche i doppi turni, il mattino e il pomeriggio, per supplire alla carenza di aule. 

Per quanto riguarda la Scuola Secondaria di I grado, ricordiamo che, nel 1923, quando fu varata la «Riforma Gentile», dopo la scuola elementare obbligatoria, composta di cinque anni, gli alunni potevano operare una scelta: proseguire gli studi iscrivendosi al Ginnasio, oppure frequentare la Scuola Secondaria di Avviamento Professionale, che serviva a preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro dopo il quattordicesimo anno di età. A Carrara, più precisamente ad Avenza, la Scuola d’Avviamento fu istituita nel 1939. 

Rammentiamo che, durante la Seconda Guerra Mondiale, nei drammatici bombardamenti aerei che colpirono Avenza prima il 12 e poi il 22 maggio 1944, persero la vita 52 persone e altre 56 rimasero ferite, con ingenti danni causati agli edifici privati e pubblici, tra cui la Scuola di Avviamento Professionale. Questo perché si riteneva che tale sede scolastica, ubicata dove fino al luglio 2015 si trovava il plesso «Leonardo Da Vinci», fosse un deposito meccanico nazista. 

A ricordo dell’avvenimento, si trova una lapide che commemora la morte di ben diciassette alunni, posizionata sul retro della Scuola L. Da Vinci, che oggi sta per diventare la Casa della Salute, ASL 1 Massa Carrara. 

Nel 1959 fu ordinata la soppressione degli Avviamenti e fu stabilita l’introduzione della Media Unica all’inizio degli anni ’60. Le Scuole Medie andarono proliferando nel tempo ma, per ovvi motivi, tale riforma venne applicata gradualmente; aumentò notevolmente il numero degli iscritti, in linea con il fenomeno nazionale di scolarizzazione di massa. In particolare, a Carrara, la prima a completare il passaggio fu la Scuola Media «Leonardo Da Vinci» di Avenza nell’anno scolastico 1964-65. Tale transizione non era semplice per due ordini di motivi: da un lato, si dovevano adattare le materie di insegnamento; dall’altro, era necessario convincere le famiglie che tali istituti non erano inferiori agli altri, nati come Scuole Medie. In realtà poi, la Scuola Media «Leonardo Da Vinci» riuscì in breve tempo a convincere la cittadinanza della sua valenza, grazie all’ottimo corpo docente di cui era dotata. 

Nel luglio 2015, la Scuola Secondaria di I grado «Leonardo Da Vinci», è stata trasferita nel plesso «Giacomo Leopardi», in quanto la sede è stata acquisita dall’ASL di Massa Carrara per la realizzazione della Casa della Salute.
Il plesso «Giacomo Leopardi», ubicato in Avenza ovest, è di costituzione più recente. In seguito all’accorpamento dei due plessi, quest’ultimo è stato ristrutturato e messo in sicurezza, rinnovato negli spazi esterni ed interni, resi maggiormente fruibili. Vi è stata un’attenzione positiva verso l’infrastruttura già costruita anche nella scelta dei colori, in modo tale da farla sentire un “luogo che appartiene”, dove i ragazzi si incontrano per sviluppare la loro identità. 

La storia di una città quindi, necessariamente, passa anche attraverso le sue istituzioni scolastiche, considerate non solo come veicolo di cultura, ma anche e soprattutto come primo luogo di socializzazione e creazione di comunità e identità. Risulta, dunque, molto importante cercare di ricostruirne l’evoluzione e mantenere la memoria di questa parte di vita cittadina, spesso sottovalutata, ma alla fine presente nei più bei ricordi di tutti. 

Attualmente, l’Istituto Comprensivo «Avenza Gino Menconi» è diretto dalla Dirigente Scolastica professoressa Marta Castagna, sempre molto attenta a promuovere tutte le iniziative che si rendano necessarie per far fronte alle esigenze degli alunni: dall’utilizzo delle nuove tecniche di apprendimento e tecnologie, quali internet, i-Pad, informatica utilizzando anche la LIM (lavagna interattiva multimediale), lingue straniere (si svolge un corso di lingua rumena attuato soltanto da 5 scuole in tutta la Toscana con personale altamente qualificato) e, dall’anno scolastico 2014/2015, la possibilità di sostenere l’esame del Trinity relativo alla lingua inglese, ai vari progetti di continuità ed ambientali, all’attenzione verso le realtà che emergono nel territorio, come le problematiche legate all’inclusione degli alunni disabili e all’integrazione dei molti alunni stranieri (con apposita Figura Strumentale e relativa commissione per il protocollo di accoglienza e l’accertamento culturale).

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